A brand new me

Facendo il riassunto di questi giorni, mi sono capitati colloqui con diversi curiosi sulla mia professione.

Uno era uno scrittore. Avrebbe voluto una intervista per capire meglio la psiche di chi è disposto a pagare per momenti di intimità. Gli ho risposto di no, che non ero disponibile, perché la mia professione si basa sulla riservatezza ed il rispetto delle informazioni personali dei clienti. Nei momenti di intimità può essere detto di tutto. La persona si mette a nudo in tutti i sensi.

Inoltre, ho aggiunto, per capire chi paga, inizia a pagare. Lo scrittore avrebbe sperato che io mi lasciassi intervistare gratis in cambio di un po’ di popolarità. Non so se fosse più illuso o sprovveduto.

Mi è poi capitato di parlare con altri curiosi, che hanno apprezzato le mie foto artistiche, commentando “alla fine il sesso è l’ultima cosa”. No, quello che conta non che sia la prima o l’ultima, conta che il sesso non è l’unica.

Nel l avoro di accompagnatrice il tempo passato insieme varia in base alle abilità ed alla personalità. La vita è lunga. Il sesso a volte è al primo posto, a volte all’ultimo.

Creare un evento è una responsabilità. Gestire l’addio al celibato di qualcuno significa essere protagonisti di un momento unico come il giorno delle nozze.

Fare l’accompagnatrice è un po come essere uno sportivo o un attore: tanta preparazione per pochi momenti ad alta prestazione.

Io non ero così anni fa. È stato un lungo percorso di preparazione prima inconsapevole, ora consapevole. Per dirla con Mina e Alicia Keys, “caramelle non ne voglio più”, it’s a “brand new me”.

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